giovedì 30 dicembre 2010

Dolci delle feste: le diples (δίπλες)


Per prima cosa ringrazio immensamente tutti quelli che si sono fermati nel "giardino" per farmi gli auguri!! Ricambio con tanto affetto e spero che abbiate trascorso un sereno Natale! Il mio è stato assolutamente tranquillo; quasi un giorno qualsiasi. 
Ma anche se mi aspettavo la tanto desiderata compagnia di figli e nipoti non posso assolutamente lamentarmi: c'è chi lo ha trascorso molto peggio.
Mi sono dovuta accontentare del telefono e la mia adorata nipotina mi raccontava che Babbo Natale le ha portato tante pentoline, ma quelle vere per cucinare..non vedo l'ora di pasticciare assieme!!
Comunque domani e nei primi giorni dell'anno nuovo, probabilmente io e l'Agapi, ce ne andremo a far baldoria fuori Atene, perciò sarò ancora "uccellin di bosco" fin dopo l'Epifania, ma prima volevo dedicare ancora una ricettina a voi e alla mia raccolta.
La spinta giusta per rimettermi ai fornelli sono state le “Δίπλες” (si pronuncia dhiples), dolci che non potevano certo mancare sulla tavola delle feste natalizie e che si preparano anche in occasione di battesimi, matrimoni...
L'impasto è simile ai nostri crostoli, cenci, chiacchiere...ma le diples vengono arrotolate mentre si friggono, cosparse di sciroppo, noci tritate e l'immancabile cannella.


Ingredienti per circa 30 diples:

250 gr di farina
2 uova
½ cucchiaio di zucchero
½ cucchiaino scarso di bicarbonato
1 pizzico di sale
1 cucchiaino succo di limone
½ bicchierino di liquore ouzo, o sambuca o grappa
olio per friggere

per lo sciroppo:

½ bicchiere di miele
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di acqua
qualche goccia di limone

noci tritate e cannella in polvere per guarnire

Mettere la farina sopra la spianatoia, o in una terrina capiente, fare un buco al centro ed inserire tutti gli ingredienti. Mescolare con una forchetta ed incorporare un po' alla volta la farina.
Impastate bene e a lungo a mano o con la planetaria...mia nonna diceva che l'impasto doveva fare le “vesciche”! Dopodiché modellare una palla e lasciarla riposare per 1 ora coperta con una terrina. Trascorso questo tempo, con un matterello se siete esperte, oppure con la macchina per tirare la pasta, fare delle sfoglie non troppo sottili (sul nr.6 passate 2 volte).
Tagliare a rettangoli (circa 10x 15 cm) e friggere nell'olio caldo in questo modo: mettere il rettangolo di pasta dentro l'olio bollente e, quasi subito con l'aiuto di 2 forchette, girare la pasta arrotolandola su se stessa. Lasciare dorare e quindi mettere sopra la carta assorbente per far sgocciolare dall'olio.

Fare bollire gli ingredienti per lo sciroppo per circa 10 minuti, facendo attenzione che raggiunga la giusta densità, meglio un po' liquido che cristallizzato! Disporre uno strato di diples, un po' di sciroppo, noci tritate, un po' di cannella e continuare così fino alla fine. Se preferite intingete ad una ad una le diples nello sciroppo, poi sistematele sul piatto di portata e cospargetele di noci e cannella, diventeranno però meno friabili.


Ho “conquistato” molti ospiti con le diples...anche perché qui sono rimasta l'unica in famiglia che si preoccupa di tramandare questa tradizione e quindi, oltre ad inserirle nella mia raccolta natalizia, partecipo a quella di:



Ancora un buon Anno a tutti!!! Un abbraccio

mercoledì 22 dicembre 2010

Buon Natale e Buon Anno!


Eccoci qui: il 25 dicembre è alle porte e noi sempre più occupate con i preparativi!
A tutti voi auguro un bellissimo, felice Natale ed un nuovo anno ricco di amore, pace, serenità, salute e benessere...e vi dono i miei primi biscotti pan di zenzero! Non sono perfetti, perché la glassa era un po' troppo liquida e ho avuto difficoltà nella decorazione, ma sono buonissimi e preparati con il cuore!
Un affettuoso abbraccio e....

Buone feste!!



Vi ricordo la mia raccolta, che grazie a tante stupende cuoche sta diventando bellissima,


 "Natale e dintorni, dolcezze da tutto il mondo"
 terminerà il 1 gennaio, non dimenticate di mandarmi ancora le vostre preziose ricette! Grazie!!




martedì 21 dicembre 2010

Arrosto di tacchino con ripieno di pere e pinoli


Non è Natale se non c'è... e adesso che scrivo? Se fossi al mio paesello direi che non potrei fare a meno di: innanzi tutto la cioccolata il mattino  di Natale con  i biscotti, poi minestra di cappone con i fegatini, ancora..zampone con crauti, mostarda vicentina con mascarpone, il panettone o pandoro...
Qui in Grecia ovviamente le tradizioni sono altre, e devo dire che mi piacciono altrettanto!
Allora: “Non c'è Natale senza γαλοπούλα", cioè il tacchino! Nell'attesa di preparare quello mastodontico per il 25 ne ho cucinato uno decisamente più piccolo!
La ricetta l'ho trovata in un inserto del mensile greco “ ετσιαπλα”.

Ingredienti per 6 persone:

500 gr di petto di tacchino
1 pera
50 gr di pinoli
qualche foglia di salvia
30 gr di parmigiano grattugiato
100 ml vino bianco
30 gr di burro
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Tagliare il petto di tacchino in due parti ma senza dividerlo in modo da ottenere una fetta unica. Metterla in mezzo alla carta oleata e battere con il batticarne per farla divenire ancora più fine. Quindi disporre sopra  metà del burro a pezzettini, la pera tritata grossolanamente (la ricetta non dice di sbucciarla ma vedete voi; se avete la fortuna di avere quelle del vostro albero..), i pinoli tostati, il parmigiano, la salvia tritata, un po' di sale e pepe. Avvolgetelo su se stesso e legatelo bene con lo spago da cucina.
Farlo rosolare a fiamma alta in una casseruola con il rimanete burro e qualche cucchiaio di olio, sale e pepe. Mettere l'arrosto in una pirofila, irrorare di vino bianco e cuocere in forno a 180° per circa, la ricetta originale scrive 50 minuti ma per me sono pochi e dico da 1 ora- a 1.30, girandolo di tanto in tanto. Se tende ad asciugarsi troppo aggiungere un po' d'acqua calda.

Ricetta per il contest di Claudia


E per la raccolta di Antonella




domenica 19 dicembre 2010

Dolce di Capodanno: la vasilopita


Si racconta che l'usanza di preparare la vasilopita ebbe origine nella città di Cesarea, in Cappadocia, circa 1600 anni fa, all'epoca del vescovo Basilio il Grande.
Ai quei tempi si viveva in perfetta armonia se non fosse stato per un generale tiranno della zona che pretendeva di avere tutti i tesori della città, altrimenti minacciava di occuparla e distruggerla. 
Basilio il Grande non cessò mai di pregare per evitare questa catastrofe.. Un mattino il generale circondò la città con la sua armata e chiese in consegna tutto l'oro e gli oggetti preziosi ma il vescovo gli rispose che gli abitanti non possedevano assolutamente nulla, erano poveri, allorché fu minacciato di morte. 
Il fedele popolo accorse subito in aiuto dell'amato vescovo portandosi appresso tutti i beni che avevano riposti in un fagotto che lui non esitò a consegnare al generale tiranno.
Come per miracolo, all'atto di aprire il fagotto, un fortissimo bagliore, provocato da San Mercurio assieme agli Angeli, fece sparire il tiranno e la sua armata. Il vescovo Basilio quindi, al fine di ridistribuire in maniera equa ai cittadini ciò che avevano dato, s'inventò di fare impastare i loro beni preziosi in mezzo a dei pani dolci e quindi distribuirli al popolo. La leggenda narra che ognuno ebbe indietro esattamente quello che aveva donato...

La vassilopita si prepara per il giorno di Capodanno. La torta viene tagliata dal capofamiglia e in questo ordine gerarchico: la prima fetta è di Gesù, la seconda è della casa, la terza del capofamiglia, la quarta del coniuge, poi dei figli, nipoti, sempre in ordine di età. Perciò la vasilopita viene tagliata in tante fette quanti sono i componenti della famiglia, più due.
La monetina diventerà il portafortuna di tutto l'anno per colui che la troverà nella fetta! E' ovvio che se la monetina capiterà nella fetta di Gesù o della casa tutta la famiglia sarà benedetta.
Lo sapevate che San Basilio per i bambini greci è Babbo Natale ed arriva la notte di Capodanno?


Ingredienti:
(ricetta dei cuochi di San Basilio.....perciò usare il bicchiere di Nut***a per misurare; come.... c'era anche a i quei tempi??!!). Fra parentesi le mie variazioni.

1 bicchiere di burro a temperatura ambiente
2 bicchieri di zucchero
1 bicchiere di yogurt greco
5 uova
2-3 bustine di vanillina (io, i semi di un baccello)
500 gr di farina auto lievitante
1 bicchiere di noci tritate
1 bicchiere di uvetta lavata ed asciugata
1 pizzico di sale

Sbattere il burro con le fruste finché non diventa bianco e spumoso. Aggiungere le uova, una alla volta, lo zucchero..e tutti gli altri ingredienti. Per ultimo unire le noci e l'uvetta leggermente infarinata. Mescolare bene. Imburrare ed infarinare uno stampo da dolci, meglio se con l'apertura, e versare il composto.
Lavare una moneta ed avvolgerla nell'alluminio. Quindi inserirla a caso ma verso il bordo del dolce. Infornare a 180° per 40-45 minuti (fare la prova stecchino). Una volta raffreddata disporla su un piatto e far cadere un'abbondante nevicata di zucchero a velo.
Si usa scrivere l'anno nuovo sopra il dolce, nel modo che preferite: il più semplice è usare uno stecchino da spiedini!



venerdì 17 dicembre 2010

Tagliolini e...continua nel post!


.....con frattaglie di pollo, radicchio rosso di Chioggia, noci, profumati al mandarancio.. su una ghirlanda di pasta fillo al cioccolato fondente...e basta!!
Natale sta arrivando! Manca davvero poco. Vorrei poterlo trascorrere nel modo che speravo ma non è possibile! Il detto: "volere è potere" non è sempre valido...
Vi piacciono fegatini e durelli di pollo? Io li ho sempre lasciati dov'erano.. ma ultimamente li ho riscoperti e devo ammettere che non sono poi così male, anzi!! Dalle parti del mio paesello veneto, il giorno di Natale, si usa mangiare la minestra con il brodo di cappone e tortellini, oppure tagliolini con le frattaglie di pollo cotte nel burro e salvia. Io ho pensato di fare la versione asciutta con la pasta fresca e di proporvela, perché l'ho trovata davvero ottima!!
L'ho abbellita ed arricchita con ghirlande di pasta fillo al cioccolato fondente ma si può benissimo servire solo la pasta!

Ingredienti per 6 persone: 

600 gr di frattaglie di pollo (400 gr tra fegatini e cuore e 200 gr di durelli)
2 cipolle rosse non troppo grandi
alcune foglioline di salvia
olio extravergine di oliva
un po' di burro
1 tazza di acqua bollente
1 cespo di radicchio di Chioggia (circa 200 gr)
buccia di mandaranci bio
10-12 noci
sale e pepe
parmigiano grattugiato

½ kg di tagliolini (i miei sono fatti in casa)

per la pasta fillo al cioccolato:

200 gr di farina 11,7% di proteine
100 gr di acqua
50 gr di cioccolato fondente
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva


Per prima cosa la sera prima si prepara l'impasto per la pasta fillo, la ricetta la trovate qui. E' diversa solamente per questo procedimento: sciogliere il cioccolato a bagnomaria quindi versare l'acqua, mescolare per sciogliere il cioccolato e mettere nella farina. Poi continuare come da ricetta.

Tritare la cipolla e lasciarla stufare a fuoco basso con ½ tazza di olio e un cucchiaio di burro. Pulire e lavare molto bene i durelli e i fegatini. Tagliarli a piccoli pezzi, aggiungerli alla cipolla e farli rosolare. Mettere la salvia, sale, pepe e l'acqua bollente. Far cuocere a fuoco basso per circa un'ora o finché i durelli non saranno teneri ma non asciutti completamente.
In una padella antiaderente con un filo d'olio far cuocere il radicchio tagliato finemente. Salare e quando è pronto versarlo nella pentola dei fegatini e mescolare.
Qui mi fermo e vi spiego; avevo intenzione di creare delle ciotoline di pasta fillo per contenere la pasta ma dopo averla cotta in forno non sono più riuscita a toglierla dalla ciotola che avevo usato come stampo! E sì che l'avevo anche imburrata! Forse il sistema è un altro per evitare che si attacchi!
Accetto consigli!
Allora ho ripiegato su ghirlande natalizie! Con lo stesso procedimento che trovate qui, ma spennellate di burro fuso, quindi fatte cuocere in forno per 15-20 minuti a 200°.

Cuocere in abbondante acqua salata i tagliolini, scolarli e condirli con metà del sugo ed il parmigiano. Deporre la pasta al centro della ghirlanda,  distribuire il resto del sugo, cospargere di noci tritate grossolanamente e la buccia arancione dei mandaranci tagliata sottilissima con un coltello.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Antonella



Scusate se sono lenta a passare dalle vostre stupende cucine, ma nella famiglia, ancora per qualche giorno, ci sono lavori in corso: "biscotti e dolci natalizi" per tutti i parenti! Questa tradizione-condivisione è stupenda ma m'impegna moltissimo! Perciò ho programmato alcuni post!
Un abbraccio!!


lunedì 13 dicembre 2010

La ricetta della porta accanto


E' tutto il pomeriggio che sento un delizioso profumino di ragù insinuarsi dal pianerottolo fin dentro casa, diffondersi per tutte le stanze e perciò, senza esitazioni, vado virtualmente a curiosare nella cucina della cara Elisa, La Massaia Canterina.
Non appena mi vede esclama: "Che coincidenza! Sai che stavo proprio dicendomi che questi sformatini al ragù li dovrei proprio far assaggiare ad Ornella!”? Beh…Già che ci siamo…Ti puoi fermare qui a cena, così li facciamo insieme ed abbiamo la scusa per chiacchierare un po’! Son sicura che ci divertiremo, a preparare questo piatto a 4 mani! Penso che ti possano piacere già così come li faccio io, ma se vorrai apportare un tocco tuo…dimmi! 
E voi ve la sareste lasciata scappare l'occasione di condividere e preparare un tale manicaretto?? Certo che no!! Ho fatto una variazione per la difficoltà di reperire salsiccia a nastro, perché qui più che salsicce sono salamini...e  ho aggiunto qualche funghetto al ragù.

Ecco cosa ci occorre:

400 grammi di tagliatelle all’uovo
2 uova
4 cucchiai di grana grattugiato
2 cucchiai di Emmental grattugiato
200 grammi di carne tritata mista (manzo, vitello, maiale)
50 grammi di salsiccia a nastro (prosciutto crudo)
Mezza cipollina
350 grammi di passato di pomodoro
Prezzemolo
Olio
Burro
Noce moscata
Sale
Pepe
*** ho aggiunto qualche funghetto champignon

Innanzitutto dobbiamo sbucciare e tritare finemente la cipolla e la dobbiamo far appassire in una casseruola con 20 grammi di burro ed un cucchiaio d’olio, tenendo il fuoco basso. Mentre tu prepari la cipolla, io spello la salsiccia (io prosciutto crudo). Quando la cipolla è pronta, aggiungo la carne tritata e la salsiccia nella pentola. Mescoliamo bene ed aggiungiamo il passato di pomodoro assieme al prezzemolo tritato e ai funghetti tagliati a fettine. Ora c’è da aggiungere sale e pepe. Fai tu? Io intanto mescolo. Oooookk! Adesso copriamo la pentola, io ho messo un mestolino di brodo vegetale caldo, abbassiamo il fuoco e lasciamo a sobbollire per 40 minuti circa.
Mentre la carne si cucina, possiamo far cuocere le tagliatelle. Non dobbiamo farle cuocere troppo: vanno scolate molto al dente. Le versiamo in una terrina e le condiamo con 25 grammi di burro a pezzetti, l’emmental, il grana, le uova sbattute ed una grattata di noce moscata.
Se ci pensi tu, io intanto imburro gli 8 stampini a tronco di cono che avevo già tirato fuori prima. Così quando sei pronta, li riempiamo con le tagliatelle. Le schiacciamo bene sul fondo aiutandoci con una forchetta, in modo da non lasciare vuoti negli stampi.
Direi che intanto la carne si è cotta…
Torniamo agli stampini. Vanno coperti con carta stagnola e immersi in un bagnomaria di acqua calda. Li facciamo cuocere a fiamma bassissima per circa 40 minuti.
Quando son quasi pronti, iniziamo a riscaldare il ragù di carne, perché dovremo servire tutto ben caldo.
Ora che la pasta è pronta, dobbiamo togliere la carta stagnola dagli stampini e sformarli in un piatto da portata ben caldo. Versiamo una cucchiaiata di ragù su ogni sformatino e…a tavola!
Sai, stavo pensando di proporre questa versione di pasta al ragù per il pranzo di Natale! L’idea di portare in tavola un gran vassoio di monoporzioni mi piace parecchio e riproporre un piatto della tradizione in un modo originale fa sicuramente festa ed è una garanzia di successo!
Cosa ne dici? A te son piaciuti?
Mi sono piaciuti sì!! Moltissimo! E mi sono divertita un mondo a cucinare con te! Grazie e alla prossima ricetta!

Ho cucinato " La ricetta della porta accanto" di: La massaia Canterina

sabato 11 dicembre 2010

Christopsomo, il pane di Natale...e oggi neve!!


Questo bel pane viene preparato in tutta la Grecia, continentale e non, due o tre giorni prima di Natale, ma in modi diversi e con diversi ingredienti!  Nella nostra famiglia si prepara un pane quasi normale ma si può fare dolce, con noci, cannella..insomma dipende dalla tradizione.
E' il primo anno che lo preparo con il licoli, (vi metto il link delle bravissime Anna o Tamara per la ricetta del lievito liquido) e devo dire che è buonissimo! Le decorazioni, ad eccezione della croce che c'è sempre, dipendono da zona a zona e solitamente rappresentano le speranze e l'augurio che la famiglia ripone nell'anno nuovo.
Se ad esempio una famiglia coltiva il grano, sul loro pane ci saranno le spighe; se ha molti vigneti ci sarà l'uva, e via dicendo. Per noi, che non abbiamo nessuna coltivazione, ma tanta speranza di salute, mi sono sbizzarrita a “tema libero”. Non sapevo come rappresentare l'uscita dalla crisi....
Chiunque vorrà prepararlo, con questa ricetta o la propria, con il lievito madre o di birra, divertitevi a decorarlo. L'importante è che ci sia la croce ed una o più noci! Potete ornare anche con chiodi di garofano...

Ingredienti:

250 gr di licoli molto attivo
500 gr di farina 0
100 gr di semola di grano duro
260-280 gr o più di acqua (dipende da quanta ne prende la farina)
1 cucchiaio di miele
3 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di semi di anice
uovo sbattuto o un po' di latte per spennellare

Alla sera ho sciolto il licoli nell'acqua tiepida con il miele dentro il contenitore della planetaria. Ho aggiunto la farina setacciata con il sale, poi l'olio ed il cucchiaio di semi di anice e ho fatto impastare a lungo. Ho riposto l'impasto in una terrina coperta con la pellicola trasparente e messa in frigorifero per tutta la notte. Il mattino dopo ho lasciato a temperatura ambiente per 4-5 ore finché non è raddoppiato. Quindi l'ho impastato un po' e a più di ¾ di impasto ho dato la forma rotonda, di pagnotta schiacciandola un po', sempre con le mani, e messa in uno stampo da dolce apribile. Dopodiché con la pasta rimanente ho modellato una croce e vari decori a piacere. 


Ho inserito una noce al centro e ho fatto lievitare coperto per un altro paio d'ore. L'ho spennellato con un po' di latte, ma sarebbe meglio l'uovo sbattuto, e tolto dallo stampo, ma di solito si usa lasciarlo lì a cucinare. A me piace di più così, cotto senza lo stampo.
Quindi ho infornato a 200° per 15-20 minuti poi ho abbassato a 180° per altri 20-30 minuti tenendo, come sempre, un pentolino d'acqua dentro al forno.


Ve lo devo far vedere assolutamente il paesaggio di stamane a nord di Atene..




...è poca, ma pur sempre una meraviglia!!

mercoledì 8 dicembre 2010

Il mio piccolo, imperfetto ma "prezioso", presepe


Oggi niente ricetta, manteniamoci leggeri per le prossime previste abbuffate! Vi racconto la storia semi-seria del mio presepe greco.
Il primo Natale ad Atene passò un po' in stile austerity...ma il secondo già cominciava ad essere più "plousio", ricco di addobbi. La sottoscritta, oltre all'albero era abituata a non farsi mai mancare soprattutto il presepe. Piccolo o grande c'è sempre stato! Perciò non avevo nessuna intenzione di cambiare le mie tradizioni natalizie!
Verso settembre il progetto già si delineava nella mia mente per la realizzazione...certo perché anche questo faceva parte della tradizione!
L'idea l'avevo vista in un mensile di lavoretti per Natale molti anni fa, nemmeno mi ricordo qual'era.. ma da quel momento in poi, avevo costruito parecchie case e capanne con questo sistema. Perciò non ero minimamente preoccupata per il fatto di dover fare il "piccolo muratore"! Il problema più grande però era che qui le statuine non si vendevano sfuse ma incorporate nella capanna! Perciò avrei dovuto creare anche quelle! Così pensai al Das..non sono perfette perché plasmare non mi riesce per niente bene!


Non ho avuto il tempo di farvi una dimostrazione ma vi spiego come ho fatto: 

1- disegnare il progetto della casa o capanna, compreso il tetto, su un foglio di carta della grandezza che si vuole ottenere.
2- ritagliare oppure riportare il progetto su un pannello di compensato
3- tagliare con un traforo
4- incollare le pareti con la colla a caldo ed il tetto sopra
5- mescolare comune stucco bianco con sabbia (aggiungere acqua se è troppo asciutto) e con una spatola applicare sulle pareti di compensato, livellando e facendo attenzione ai particolari
6- lasciare asciugare
7- dipingere i muri con colori a tempera o acrilici
8- sempre con la colla a caldo incollare le pietre sopra il tetto.
9- modellare le statuine con il Das oppure comprarle!



Per la pavimentazione, basta spalmare stucco con sabbia, come sulle pareti, e poi posare le pietre.
Ho fatto le imposte con un materiale simile al legno ma molto più tenero, oppure potete usare del cartone piuttosto duro e spesso poi colorare sempre con colori a tempera o acrilico. Ho messo prima le tendine alle finestre,alle quali avevo messo dei vetri ritagliati da una scatola trasparente, poi ho incollato le imposte. 


Per poggioli, scale e varie ho usato stuzzicadenti o spiedini di legno. Non avendo trovato muschio ho colorato di verde della segatura di legno abbastanza grossa. Le statuine come vi dicevo mi sono arrangiata col Das. Poi vi permetto di ridere quanto volete quando l'occhio si poserà sul bue e l'asinello...ho dovuto comprare una busta di animali e quello che ha passato il convento sono stati: un asino rosso e una mucca gialla....


Ecco questo è il mio piccolo, imperfetto ma prezioso presepe in Grecia! I miei  figli e nipotina, lo faranno molto più grande e più bello perché avevo costruito per loro parecchie case, un intero paese...e le statuine le hanno acquistate ;)
Buon 8 dicembre a tutti, purtroppo qui non è festivo.


lunedì 6 dicembre 2010

Salsa di barbabietole rosse: patzarosalata


Eccomi qui dopo la bellissima, amichevole esperienza panettone. Non avrei mai immaginato di poter ottenere una simile squisitezza in casa! Ma soprattutto di sentire la vicinanza di persone stupende e un'intesa che spero tanto si rafforzi ancora di più!
Oggi vi faccio conoscere una salsa che ho mangiato per la prima volta l'anno scorso a Natale.  L'altro ieri l'ho vista al supermercato e mi è venuto in mente di prepararla, anche perché è bella rossa, adatta alle feste e per chi è amante di questo delizioso tubero è molto gradevole. Sottolineiamo anche a chi piace l'aglio...

Per una ciotolina:

1 barbabietola rossa lessata (la mia era 100 gr)
2 spicchi d'aglio
150 gr di yogurt greco molto denso
1 manciata di noci tritate finemente
sale, pepe
aceto balsamico
un po' di olio extravergine di oliva

Lessare la barbabietola, pelarla e schiacciarla con una forchetta. Condire con sale, pepe, l'aglio tritato finissimo, un filo d'olio ed un cucchiaio, o meno o più a vostro piacimento, di aceto balsamico. Mescolare e lasciare riposare per un poco. Quindi aggiungere lo yogurt e le noci, mescolare e servire.
Alcuni mescolano yogurt e maionese, per il momento ho assaggiato solo questa versione yogurtosa...


Un bel tramonto per voi....



Ringrazio la carissima Ka' per il graditissimo premio e, siccome ho già avuto il piacere di riceverlo e passarlo, questa volta lo dono a tutti i miei 203 speciali amici che mi seguono! A tutti loro il mio grazie di cuore e una buona settimana!


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Maetta


Partecipo al contest di Vaniglia, Zenzero e Cannella


mercoledì 1 dicembre 2010

Anche un panettone può collegare il mondo



Riporto “quasi” integralmente il post-guida di Anna (Grazie!!) per fare il panettone!
Ecco arrivato il momento in cui, noi che viviamo a migliaia e migliaia di chilometri di distanza in molte parti del mondo, possiamo allargare le nostre braccia ed unirci virtualmente nella preparazione del nostro: 

PANETTONE


Le mani in pasta le metteremo Tamara, Manu e Libera (dall'Italia), Anna (dal Giappone) io (dalla Grecia) e forse-speriamo altri/e blogger.

Tamara, Manu ed Anna usano il licoli da tantissimo tempo, mentre io l'ho creato di recente, convertendo un poco del mio  lievito naturale autoprodotto. Anche Libera lo sta “allevando” dal lievito madre, se non ho capito male!

Inserirò in questo post le foto man mano che vado avanti con il procedimento, così faranno anche le mie amiche nei loro blog. Ovviamente in Giappone Anna posterà 8 ore avanti a Tamara, Manu e Libera e 7 ore da me.

Stasera (30 novembre) inizieremo con i rinfreschi, che sono necessari per far diventare ancora più forte il nostro licoli.

Quello che ci serve:

- (**Martedì o mercoledì mettere un baccello di vaniglia in un barattolo con dello zucchero, useremo questo zucchero per la preparazione del panettone)
- (Procurarsi uno stampo da panettone da1 Kg oppure 2 da 500 gr, l'impasto dovrebbe aggirarsi sui 940 gr circa)
- (2 o 4 spiedini lunghi, servono per infilzare il panettone per farlo raffreddare capovolto)

Primo impasto

185 gr di farina di forza
45 gr di zucchero alla vaniglia**
50 gr di burro morbido
85 gr di acqua tiepida
75 gr di poolish
2 tuorli d'uovo

Secondo impasto

Tutto il primo impasto
90 gr di farina di forza
50 gr di burro morbido, non fuso
30 gr di acqua tiepida circa
10 gr latte in polvere (oppure latte condensato)
20 gr di zucchero alla vaniglia**
100 gr di uva sultanina
3 gr di sale
5 gr di miele
5 gr di malto
2 tuorli d'uovo

In grandi linee questa dovrebbe essere la tabella di marcia

TABELLA DI MARCIA
(orientativa)

foto di Anna

- 30 novembre pomeriggio: prendere 30 gr di licoli e tenerlo a temperatura ambiente sino a sera

Pseudo-rinfreschi 

- 30 novembre sera: sciogliere 30 gr di licoli con 30 gr di acqua e poi unire 30 gr di farina, mescolare bene e a lungo (io lo faccio con un cucchiaio, ma si può farlo anche con le fruste dello sbattitore), coprire con pellicola per alimenti e quindi con una copertina di pile, lasciare fermentare per 12 ore circa.

Ore 20.00- 30 novembre
Ore 8.00 - 1 dicembre


- dalla mattina del 1° dicembre alla mattina del 3 dicembre: Ogni volta sciogliere tutto licoli con 20 gr di acqua e poi unire 20 gr di farina, mescolare bene e a lungo, coprire con pellicola per alimenti e quindi con una copertina di pile, lasciare fermentare per 12 ore circa.

Cioè:
1 dicembre mattina: sciogliere i 90 gr di licoli con 20 gr di acqua e poi unire 20 gr di farina

1 dicembre ore 8.00
dopo 12 ore




1 dicembre sera: sciogliere i 130 gr di licoli con 20 gr di acqua e poi unire 20 gr di farina 
2 dicembre mattina: sciogliere i 170 gr di licoli con 20 gr di acqua e poi unire 20 gr di farina
2 dicembre sera: sciogliere i 210 gr di licoli con 20 gr di acqua e poi unire 20 gr di farina
3 dicembre mattina: sciogliere i 250 gr di licoli con 20 gr di acqua e poi unire 20 gr di farina
Situazione licoli al 3 dicembre ore 7.00
Alcuni consigli di Anna durante le fasi di pseudo-rinfresco

Se con i pseudo-rinfreschi il lievito stenta a raddoppiare:
*** Il contenitore di licoli non deve essere molto grande. Man mano che il licoli aumenta si userà un contenitore adatto al suo volume.
*** rinfrescarlo normalmente e cioè: se abbiamo 100 g di licoli metteremo 100 di farina manitoba e 100 di acqua, ogni 6-8 ore.
*** La quantità di acqua può essere anche un po' più abbondante, dipende da quanto assorbe la farina.
Io ho fatto così perché ad un certo punto non voleva saperne di lievitare poi è ripartito alla grande! Se qualcuna di voi lo sta preparando assieme a noi non esitate a scriverci per domande o altro!

Poolish

- 3 dicembre sera: sciogliere 100 gr di licoli con 100 gr di acqua e poi unire 100 gr di farina (il restante attivissimo licoli si può usare per panificare), mescolare bene e a lungo, coprire con pellicola per alimenti e quindi con una copertina di pile, lasciare fermentare sino alla mattina successiva.
Consiglio: prima di andare a letto mettete gli ingredienti, che vi serviranno per il primo impasto, a temperatura ambiente. Cioè tirate fuori dal frigo le uova, il burro. Poi nella giornata del 4 dicembre fate lo stesso con gli ingredienti per il secondo impasto serale.

Primo impasto

Situazione lievito stamattina 4 dicembre!! Bravo il mio licolino...
- 4 dicembre mattina: Nella planetaria mettere i 2 tuorli e 85 gr di acqua tiepida e mescolare. Unire 75 gr di poolish, 45 gr di zucchero, e 50 gr burro morbido e continuare a mescolare. Aggiungere 185 gr di farina e far andare la frusta a gancio per 5-6 minuti.
Mettere l'impasto in una ciotola imburrata, coprire con pellicola per alimenti, avvolgere in una coperta di pile e mettere in un posto riparato per 12-14 ore, deve aumentare 3-4 volte.


Ecco l'impasto!

Scusatemi...caspita ero troppo agitata ed impegnata per l'impasto e le foto sono venute tutte mosse! Non vi assicuro che stasera saranno migliori....
Comunque il primo impasto è pronto, messo a lievitare al calduccio tra una copertina di pura lana...Dalla Grecia per adesso passo alle mie amiche d'avventura e chiudo! A stasera buona giornata a tutti! 

Lievitazione dopo 9 ore
Secondo impasto
Postazione di lavoro..e primo impasto dopo 12 ore
- 4 dicembre sera: Nella planetaria mettere 30 gr di acqua, 10 gr di latte in polvere (o condensato), 20 gr di zucchero alla vaniglia, 2 tuorli, 5 gr di miele, 5 gr di malto, 3 gr di sale e far amalgamare il tutto, quindi unire 90 gr di farina di forza.
Aggiungere tutto il primo impasto e mescolare con la frusta a foglia. Unire poco per volta i 50 gr di burro, sempre mescolando fintanto che non si sarà assorbito.
Aggiungere l'uva sultanina e la frutta candita a tocchetti. Travasare l'impasto su carta forno. 
***Infarinare un po' l'uva sultanina ed i canditi per evitare che si depositino principalmente sul fondo del panettone***






Far lievitare, coperto e a campana, per 20-30 minuti circa.


Travasare l'impasto nello stampo da 1 Kg oppure in 2 da 500 gr.

 
Non ho fatto doppia dose ma due impasti perché essendo inesperta in materia di licoli e panettoni ho preferito come prima volta seguire la ricetta per uno.
Ho ottenuto...spero di ottenere :)) un panettone da 1 kg e 2 da mezzo kg. 
A domani!
 
Far lievitare in luogo caldo, scoperti, per tutta la notte. L'impasto deve arrivare sino al bordo dello stampo (ci vorranno molte ore, dipende dalla temperatura ambiente, lo si può anche tenere in forno spento con un pentolino pieno di acqua bollente).
Ecco com'erano alle 2 di stanotte...
Incidere la cupola con un bisturi a perdere oppure con un cutter molto affilato.
Non li ho incisi perché mi sembrava che dovessero scoppiare da un momento all'altro..in più ero ero assonnata e temevo di fare danni!

Cuocere in forno a 180°C per 30 minuti circa.
Infilzarli con due spiedini e capovolgerli per farli raffreddare.


Li ho messi a "testa in giù" tra un paio di sedie e qualche pentola..



Eccoli! Che soddisfazione!!! Un po' troppo bucherellati...sembra che li ho presi a schioppettate...La prossima volta userò gli stampi da 1/2 kg, mi pare che tengano meglio la lievitazione. A tal proposito un ringraziamento enorme alla cara Tamara che mi ha spedito gli stampi (ed una stupenda marmellata di zucca!) Grazie!!!

Poi stamattina ne ho tagliato uno e l'ho vestito a festa!



Non è una meraviglia? GRAZIE ANNA!!



Un grazie di cuore alle mie stupende compagne di avventura!
Per me è stato molto più di una collaborazione sembrava proprio che ci trovassimo tutte assieme in una grande cucina...ed è stata una sensazione bellissima e preziosa, che va al di là di qualsiasi risultato!
Un grande abbraccio!
Buona domenica a tutti!


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